Skip to content

Affari d’oro sulle rsa, chiusa l’inchiesta: 9 indagati Schettino verso il processo. Resta aperto il filone di Casa Caterina

5 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
5 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Procura di Lecce ha chiuso l’inchiesta sulla presunta bancarotta fraudolenta legata alla gestione di alcune rsa salentine, con al centro l’imprenditore brindisino Michele Schettino, agli arresti domiciliari dallo scorso 8 aprile.

Stessa misura per il barese Giovanni Vurro, ritenuto dagli inquirenti il suo principale collaboratore, mentre per Luigi Lucca e Francesco De Marco è scattato il divieto di esercitare attività d’impresa.  In totale sono 9 gli indagati. I restanti sono Alberto Cazzetta, Pierluca Di Cagno, Maurizio Pappadopoli, Gregorio Pellicano, e Antonio Vetracca

Secondo l’accusa, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Prontera, Schettino avrebbe orchestrato un sistema capace di svuotare economicamente le società che gestivano le strutture per anziani, utilizzando fatture per operazioni inesistenti e società compiacenti. Al centro delle contestazioni ci sono rsa di Miggiano e San Donaci e una presunta distrazione di circa 250mila euro dalla società Grs.

Le somme sottratte, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, sarebbero state impiegate per spese personali, soggiorni in hotel, l’acquisto di una Mercedes e investimenti immobiliari. Nelle carte dell’inchiesta, gli inquirenti descrivono un sistema definito “vampiristico”, sostenendo che l’imprenditore avrebbe costruito il proprio business sulle strutture per anziani, nonostante sui social promuovesse un’immagine attenta al benessere degli ospiti.

Parallelamente resta aperto anche il filone barese sull’rsa “Casa Caterina” di Adelfia, dove la Procura ipotizza reati che vanno dall’associazione a delinquere ai maltrattamenti sugli anziani, fino alla corruzione. Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.