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Agenti della Polizia Locale trasferiti, il Comune di Bari fa dietrofront. L’ira dei sindacati: “Messi alla gogna mediatica”

16 Maggio 2025
– Autore: Raffaele Caruso
16 Maggio 2025
– Autore: Raffaele Caruso

“Come abbiamo denunciato fin dal primo minuto, la gestione della vicenda riguardante i 9 agenti della Polizia Locale, colpiti da provvedimenti che ne disponevano il trasferimento ad altre articolazioni del Comune, è apparsa fin da subito nebulosa, opaca e assolutamente incerta. In qualsiasi altra parte d’Italia, questo avrebbe consigliato cautela a qualunque manager o amministratore pubblico. Ma a Bari, evidentemente, no”.

Inizia così il comunicato dei sindacati Cisl FP Bari, UILFPL Bari, C.S.A. e SULPL. “La sensazione che i colleghi fossero diventati il classico agnello sacrificale da offrire all’opinione pubblica per giustificare una montagna che ha partorito il topolino era, ed è tuttora, fortissima – aggiungono -.. Per settimane la città è stata al centro delle cronache, con titoli da prima pagina e servizi di apertura nei telegiornali. Non si poteva certo concludere tutto con un bel nulla di fatto. E così, mentre le inchieste della magistratura sfioravano i livelli politici e i provvedimenti contestati partivano da dirigenti nominati o comunque tollerati dagli stessi vertici politici, gli unici a pagare – guarda caso – sono stati 9 agenti della Polizia Locale. A loro, finora, si imputano solo fatti marginali e di scarsa rilevanza. Chiariamo ancora una volta – come già detto allora e ribadito oggi – che la responsabilità è personale, e solo gli interessati sanno come stanno davvero le cose”.

“Ma ciò che abbiamo contestato, e continuiamo a contestare con forza, sono le procedure adottate e l’intera gestione della vicenda da parte dell’Amministrazione comunale, a partire dal Direttore Generale fino al Sindaco. Quest’ultimo, ricordiamo, si era impegnato a trattare la questione con tatto ed equilibrio – continuano -. Promessa evidentemente dimenticata, visto che non solo i 9 agenti ma tutto il Corpo, una intera categoria è stato esposto ad una vera e propria gogna mediatica, che ha causato un danno probabilmente irreparabile. Per questi motivi, abbiamo espresso fin da subito la nostra solidarietà ai colleghi coinvolti, una solidarietà che è stata ribadita anche da moltissimi altri agenti durante un’affollata assemblea. Oggi il Comune di Bari fa marcia indietro. Alcuni provvedimenti sono stati ritirati, per gli altri è lecito supporre che la cosa avverrà nelle prossime ore”.

“Bene? No, male. Malissimo. Perché ciò significa una sola cosa: i provvedimenti adottati e le relative procedure non erano affatto fondate né corrette. Invece di giocare a scaricabarile con la Prefettura, tentando di spostare su altri la responsabilità, si sarebbe potuto – e dovuto – semplicemente aspettare di ‘leggere le carte’. Quelle carte che, ad oggi, ancora non ci sono, visto che la Prefettura ha opposto diniego all’accesso agli atti richiesto dagli interessati. Qualcuno, evidentemente, ha sbagliato – concludono -. E non di poco. Se poi quel qualcuno percepisce anche un lauto compenso pagato con i soldi dei cittadini, sarebbe quantomeno auspicabile che ne rispondesse, assumendosi finalmente le proprie responsabilità. Resta da capire se il Sindaco e il Direttore Generale, almeno ora, troveranno il coraggio di mettere da parte l’arroganza dimostrata rifiutando il confronto nel tentativo di conciliazione in Prefettura. Sarebbe un gesto normale in qualsiasi contesto istituzionale, ma non a Bari. Una celebre riflessione sulla leadership recita: ‘I manager fanno le cose nel modo giusto. I leader fanno la cosa giusta’. Succede questo a Bari? Secondo noi, i fatti dicono chiaramente di no. E abbiamo non solo il diritto, ma anche il dovere di affermarlo. Perché difendiamo con fermezza la nostra indipendenza e la neutralità politica che deve contraddistinguere l’azione sindacale. Non abbiamo mai sostenuto la parte politica che governa questa città, e questo – evidentemente – infastidisce chi tira le fila del potere locale”.