I giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Bari hanno assolto un uomo di 61 anni dall’accusa di maltrattamenti in famiglia con la formula piena «perché il fatto non sussiste», al termine di un processo durato quasi cinque anni. Per l’imputato, difeso dagli avvocati Antonio Maria La Scala e Daniela Marzano, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione.
Secondo l’accusa, il 61enne avrebbe rivolto ripetute offese e aggressioni verbali alla moglie, anche in presenza del figlio di dieci anni affetto da diverse patologie, nel contesto della difficile separazione dopo 26 anni di matrimonio.
Nel corso del dibattimento è emerso che l’accusa si fondava esclusivamente sulle dichiarazioni dell’ex moglie, che i giudici hanno ritenuto caratterizzate da incongruenze e contraddizioni. La donna, dopo aver presentato denuncia durante la fase più conflittuale della separazione, aveva successivamente rimesso la querela una volta raggiunto un accordo consensuale.
Valutando il quadro probatorio e le argomentazioni della difesa, il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione con la formula più ampia prevista dall’ordinamento italiano, escludendo la sussistenza del fatto contestato.

