Bagnini pagati tra i 2 e i 5 euro lordi all’ora, ben al di sotto dei minimi previsti dai contratti collettivi, e costretti secondo l’accusa a restituire in contanti parte dello stipendio. È quanto sarebbe emerso dalle indagini della Guardia di Finanza su uno stabilimento balneare di Bari.
Nel registro degli indagati sono finite quattro persone, tra i 30 e i 50 anni, accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro. Tra loro ci sarebbero tre responsabili della società Ideazione che gestiva il lido dell’Aqp e un consulente del lavoro, che avrebbe contribuito a modificare le buste paga per far quadrare i conti.
Secondo gli investigatori, parte del denaro restituito dai lavoratori sarebbe stata utilizzata per pagare in nero altri addetti impiegati durante eventi musicali e feste. Tra i lavoratori coinvolti anche ragazzi molto giovani, spesso alla prima esperienza.
La società, guidata da Christian Calabrese, è aggiudicataria di diversi bandi del Comune di Bari e organizza anche il corteo di San Nicola. Per l’amministratore delegato è stato disposto il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno.
LA NOTA DELL’AQP – In riferimento all’inchiesta sul Gruppo Ideazione, Acquedotto Pugliese (AQP) precisa che la società coinvolta ha gestito alcuni servizi del Lido del Circolo Ricreativo Aziendale (CRAL–AQP) nelle stagioni 2024 e 2025 e non è il soggetto incaricato della gestione per la stagione balneare in corso. Il rapporto contrattuale per la gestione del Lido nelle suddette stagioni è intercorso direttamente con il Circolo CRAL–AQP, associazione autonoma con propri organi e patrimonio che opera secondo i principi di correttezza, trasparenza e responsabilità, in coerenza con i valori aziendali. Si precisa, inoltre, che il lido non è stato sottoposto ad alcun provvedimento di sequestro.

