Le proteste degli operai dell’ex Ilva di Taranto, che da tre giorni bloccano le statali 106 e 7 in prossimità degli accessi al siderurgico, iniziano a provocare pesanti ripercussioni sulla distribuzione dei carburanti. I manifestanti impediscono anche il transito delle autocisterne in uscita dalla raffineria Eni di Taranto.
Le conseguenze sono già evidenti a Bari, dove fin dalle prime ore del mattino diverse stazioni di servizio hanno segnalato l’esaurimento delle scorte. Alcuni distributori sono rimasti chiusi, mentre altri continuano a operare esclusivamente in modalità self-service.
Numerosi automobilisti sono stati costretti a spostarsi da una zona all’altra della città alla ricerca di un distributore ancora rifornito. Particolarmente colpiti i quartieri Carrassi e San Pasquale, dove trovare benzina è diventato più difficile.
Già il 13 ottobre Eni aveva avvertito di possibili gravi ritardi nelle consegne, non soltanto in Puglia, ma in gran parte del Mezzogiorno. I disagi interessano la rete dei circa 300 distributori pugliesi Enilive e gli altri operatori che si riforniscono dalla stessa raffineria. La situazione rischia di protrarsi anche nelle prossime ore, mentre le mobilitazioni degli operai proseguono in diverse aree della Puglia e del resto d’Italia.

