Fuochi d’artificio esplosi quasi ogni sera nelle vicinanze degli istituti penitenziari di Bari, con rumori e detonazioni che si ripetono soprattutto nelle ore serali e a mezzanotte. Una situazione che va avanti da anni in città. In redazione è arrivata la denuncia da parte di una lettrice che ha voluto porre nuovamente l’attenzione su un fenomeno che tormenta residenti e cittadini.
A far scattare l’ultima segnalazione è stato un episodio avvenuto nella notte del 26 settembre 2026, intorno alle 00:05, all’angolo tra via Giovanni Modugno e via Giulio Petroni. Secondo il racconto della residente, le scintille e i residui dei fuochi d’artificio avrebbero raggiunto il balcone della sua abitazione.
A rendere particolarmente preoccupante l’accaduto è la presenza, proprio in prossimità del punto raggiunto dalle scintille, di una caldaia a gas. La donna riferisce di aver assistito personalmente alla scena, vedendo i residui incandescenti avvicinarsi all’impianto.
Una circostanza che va ben oltre il semplice disturbo della quiete pubblica. L’esplosione di fuochi d’artificio in una zona densamente abitata potrebbe infatti esporre a rischi le abitazioni, i balconi e gli impianti esterni, con possibili conseguenze per la sicurezza delle persone e degli immobili.
Nella segnalazione si fa riferimento a episodi che si ripeterebbero con modalità simili, soprattutto intorno alle 22 e alla mezzanotte, nelle aree circostanti i due istituti penitenziari cittadini, quello per adulti e quello minorile. E torna al centro della discussione anche il tema dei controlli. Secondo la donna non sarebbe stata garantita una presenza preventiva e continuativa delle Forze dell’Ordine negli orari maggiormente interessati, tale da impedire il ripetersi degli episodi.
Da qui la richiesta di un intervento concreto e di una verifica della situazione, con particolare attenzione alla possibilità di predisporre passaggi delle pattuglie o controlli mirati nelle fasce orarie indicate. L’obiettivo è prevenire ulteriori episodi prima che possano verificarsi conseguenze più gravi. “Non è accettabile che i residenti debbano convivere da anni con il timore che un fuoco d’artificio possa raggiungere un balcone, un’abitazione o un impianto e provocare un incendio o mettere a rischio l’incolumità delle persone”, si legge.

