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Bari, la Corte d’Appello nega l’estradizione di un imprenditore: “Rischio torture al ritorno in Cina”

16 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
16 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Corte d’Appello di Bari ha respinto la richiesta di estradizione avanzata dalla Repubblica Popolare Cinese nei confronti di Zhao YongYong, imprenditore cinese di 61 anni fermato lo scorso 8 aprile al porto di Bari dopo lo sbarco da un traghetto proveniente dalla Grecia, in esecuzione di un mandato di arresto internazionale.

L’uomo, difeso dall’avvocato Nicola Lerario, è ricercato in Cina per presunti reati legati alla gestione e al subaffitto di terreni. I giudici baresi hanno però ritenuto sussistente il rischio che, una volta consegnato alle autorità cinesi, possa essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti, richiamando anche la giurisprudenza della Cassazione e fonti internazionali che denunciano violazioni sistematiche dei diritti umani nel Paese. Il procedimento è stato seguito in aula anche da emissari del governo cinese.