Inizierà giovedì il viaggio di ritorno in Bangladesh della salma di Ziaur Rahman, il giovane di 30 anni morto la mattina del 27 ottobre a Bari, in corso Vittorio Emanuele, dopo lo scontro tra il monopattino sul quale viaggiava e un autobus dell’Amtab.
Dopo l’ispezione cadaverica e gli esami tossicologici eseguiti presso l’Istituto di Medicina legale dell’Università di Bari, la Procura ha dato il nulla osta alla restituzione della salma. Per conoscere gli esiti degli accertamenti saranno necessari ancora alcuni giorni.
Il conducente del bus è indagato per omicidio stradale. Il pubblico ministero Antonio D’Antona ha aperto un’inchiesta e affidato a un consulente tecnico una perizia per ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.
Ziaur viveva da tempo in Italia, dove lavorava per sostenere economicamente i familiari rimasti in Bangladesh. La famiglia, impossibilitata a raggiungere immediatamente Bari, si è affidata allo studio legale dell’avvocato Walter Carrassi, con l’assistenza del penalista Fabio De Tullio e del perito Primo Scapellato, esperto nella ricostruzione degli incidenti stradali.
Oltre alla tutela legale, i professionisti stanno supportando i familiari nell’organizzazione del rimpatrio della salma. I legali hanno rivolto un appello alla cittadinanza barese, invitando chiunque abbia assistito all’incidente, anche solo in parte, a fornire informazioni utili agli investigatori.
«Anche fotografie, filmati o particolari apparentemente marginali potrebbero rappresentare elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto», ha sottolineato l’avvocato Carrassi, invitando eventuali testimoni a contattare le autorità o lo studio legale. La famiglia, attraverso i propri rappresentanti, ha espresso fiducia nella magistratura italiana e nella possibilità che vengano chiarite tutte le circostanze della tragedia. Un ringraziamento è stato infine rivolto alla comunità bengalese di Bari, che ha partecipato numerosa al cordoglio per la morte del giovane lavoratore.

