Skip to content

Bari, ricette mediche contraffatte per acquistare farmaci usati come droghe: indagati tre giovani

18 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
18 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

A Bari è emerso un presunto giro di ricette mediche contraffatte, che sarebbero state utilizzate per acquistare in farmacia farmaci potenzialmente rivendibili online o impiegabili come sostanze stupefacenti.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri, coordinati dalla pm Silvia Curione, che nei giorni scorsi ha disposto perquisizioni nei confronti di tre persone: un 24enne brasiliano, una coetanea barese e un 28enne di Triggiano. I tre risultano indagati per uso di atto falso e ricettazione.

Tra settembre e ottobre avrebbero tentato per quattro volte di acquistare medicinali in almeno due farmacie del capoluogo, presentando ricette apparentemente firmate da un medico e intestate a un’Acli. Tuttavia, dagli accertamenti successivi sarebbe emerso che sia le prescrizioni sia i timbri e le date di emissione erano falsi.

In due circostanze i farmacisti non avrebbero rilevato anomalie, mentre in altri casi si sarebbero insospettiti, segnalando tutto all’Ordine dei Farmacisti Bari-Bat. Proprio dall’Ordine è partita una comunicazione ai professionisti del settore per metterli in guardia, con l’indicazione del nome del medico coinvolto a sua insaputa e dei dettagli relativi all’ente indicato nelle ricette.

Al banco, gli indagati avrebbero cercato di acquistare Oxycontin, potente analgesico oppioide utilizzato soprattutto nelle terapie oncologiche, e Rivotril, una benzodiazepina con proprietà antiepilettiche. Entrambi i farmaci, se utilizzati impropriamente, possono avere effetti stupefacenti o essere impiegati per il taglio di altre droghe.

Il Rivotril, in particolare, è già noto nelle piazze di spaccio baresi: in passato sono stati eseguiti sequestri, anche nella zona di piazza Moro, e in alcuni casi è emerso che le compresse venivano prescritte e distribuite in centri per migranti. Per quanto riguarda l’Oxycontin, nel Barese non risultano sequestri che ne attestino l’uso come droga, ma il fenomeno è documentato in altre grandi città come Roma e Milano.

Gli investigatori non escludono che dietro la vicenda possa esserci un gruppo organizzato, in grado di procurarsi ricettari in bianco e di inviare più persone in diverse farmacie cittadine per acquistare medicinali da immettere poi sul mercato illegale o rivendere attraverso canali online.