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Bari, suicida dopo le minacce della moglie di portare via la figlia: confermata condanna a 30enne egiziana

7 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
7 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

È stata confermata in appello la condanna a 7 anni di reclusione per Morsy Noura Said Saad Mohamed, 31enne egiziana, accusata di aver sottoposto il marito, , Paolo Silletti, 34enne del Barese, a insulti, minacce e comportamenti lesivi della sua integrità psico-fisica e dignità. L’uomo si tolse la vita il 10 aprile 2024.

La donna era stata condannata nel dicembre scorso con rito abbreviato dal gup Vittorio Rinaldi. La Procura aveva chiesto 4 anni, senza riconoscere l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti, ma era stata confermata quella per i fatti commessi alla presenza della figlia della coppia, all’epoca di tre anni. In appello è stata inoltre restituita alla donna la potestà genitoriale, sospesa in primo grado.

I due si erano conosciuti a Sharm el Sheikh, si erano sposati al Cairo nel 2019 e si erano poi trasferiti in Puglia. Secondo l’accusa, i maltrattamenti sarebbero iniziati nel 2021, dopo la nascita della figlia. La donna avrebbe chiesto al marito denaro, una casa più grande e il trasferimento a Bari, minacciandolo anche di tornare in Egitto con la bambina e impedirgli di vederla.

Durante i periodi trascorsi in Egitto con la figlia, avrebbe inoltre ricevuto dal marito decine di migliaia di euro. Al rientro in Italia, secondo quanto contestato, lo avrebbe insultato e più volte cacciato di casa.

Una situazione che avrebbe provocato nell’uomo, secondo l’accusa, “uno stato di profonda prostrazione psichica e di terrore di non poter più vedere la figlia”, fino alla decisione di togliersi la vita. Il giudice aveva disposto anche il risarcimento dei danni.