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Bari, tangente da 20mila euro a Mario Lerario. A processo l’imprenditore Mottola: chiesti 9 anni di condanna

17 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso
17 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Rischia una condanna a nove anni di reclusione l’imprenditore di Noci Donato Mottola, imputato in un processo per una presunta tangente da 20mila euro destinata all’ex capo della Protezione civile pugliese, Mario Lerario. La richiesta è stata avanzata dal procuratore Roberto Rossi nel corso dell’udienza del 16 aprile.

Secondo l’accusa, il denaro sarebbe stato versato in cambio dell’affidamento di lavori durante l’emergenza pandemica da Covid-19 alla società dell’imprenditore, la Dmeco. Mottola ha sempre respinto le accuse, negando di aver corrisposto tangenti, mentre i suoi legali, Vito Belviso ed Elisa Marabelli, hanno chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

L’inchiesta risale al dicembre 2021, quando Mottola fu arrestato insieme a Lerario e a un altro imprenditore, Luca Leccese. Quest’ultimo era stato ripreso mentre consegnava una busta contenente 10mila euro all’ex dirigente. Lerario e Leccese hanno scelto il rito abbreviato: per questa vicenda, l’ex capo della Protezione civile ha già scontato una condanna definitiva a quattro anni e quattro mesi.

Diversa la posizione di Mottola, che ha optato per il dibattimento. Al centro delle indagini anche una presunta consegna della tangente nascosta in un cesto natalizio contenente carne pregiata. Gli inquirenti intercettarono inoltre una conversazione telefonica tra l’imprenditore e la moglie in cui si faceva riferimento a “la manzetta” e “la mazzetta”. Il processo è stato aggiornato al prossimo 2 luglio, data fissata per le repliche.