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Bari, trattamento inadeguato di cisti ovariche: Asl condannata a risarcire paziente 17 anni dopo con 60mila euro

8 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
8 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Dopo 17 anni arriva la condanna in primo grado per la Asl di Bari, che dovrà risarcire con 60mila euro una paziente per un trattamento ritenuto inadeguato di alcune cisti ovariche.

La vicenda risale al 2008. La donna, su consiglio della ginecologa, si sottopose in un ospedale barese a un intervento con la tecnica dell’ago aspirato, venendo dimessa nello stesso giorno senza terapia antibiotica o antinfiammatoria. Nei giorni successivi comparvero febbre e forti dolori, con complicazioni protrattesi per mesi fino alla formazione di un ematoma retroperitoneale.

Successivamente la paziente fu costretta a un nuovo intervento chirurgico, che comportò l’asportazione delle tube e di un ovaio. La causa civile, avviata nel 2017 dall’avvocato Nicolò Nono D’Achille dopo un tentativo di mediazione e un accertamento tecnico preventivo, si è conclusa con la condanna della Asl.

Secondo il giudice, le cisti endometriosiche sarebbero state trattate con una metodologia “desueta” e non conforme alle buone pratiche cliniche, mentre sarebbe stato necessario un intervento laparoscopico fin dall’inizio.