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Bari, un pareggio che sa di sconfitta: con la Scafatese emergono tutti i limiti

31 Ottobre 2026
– Autore: Claudia Santoro
31 Ottobre 2026
– Autore: Claudia Santoro

Il Bari cercava risposte, contro la Scafatese sono arrivati soprattutto altri interrogativi. L’1-1 del San Nicola pesa ben oltre i due punti lasciati per strada, perché racconta la parabola discendente di una squadra capace di approcciare bene la gara, passare in vantaggio e poi lentamente consegnarsi al pressing di un avversario offensivo ma tutt’altro che irresistibile, soprattutto nelle retrovie.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più preoccupante del pomeriggio biancorosso. La Scafatese concede, lascia spazi, permette al Bari di giocare, ma la squadra di Rastelli non riesce ad approfittarne. Fatica nelle ripartenze, soffre quelle avversarie e paga errori tecnici individuali ai quali si aggiunge un ritmo di gioco troppo basso per una formazione che dovrebbe avere ben altre ambizioni.

Eppure l’inizio aveva raccontato un’altra partita. Al 6’ Maggiore prova a scuoterla con una bella cavalcata, supera due avversari in dribbling e costringe Scognamiglio a rifugiarsi in fallo laterale. Tre minuti più tardi arriva ciò che il San Nicola aspettava: Guido Gomez firma l’1-0 e sembra indirizzare una gara che, per classifica, valori e necessità, il Bari non può permettersi di sbagliare.

Sembra, appunto. Perché anziché diventare il punto di partenza per prendere definitivamente possesso della partita, il vantaggio finisce quasi per spegnere progressivamente i biancorossi. La Scafatese resta dentro il match, alza il baricentro e al 31’ trova il pareggio con Michele Emmausso. Un gol sul quale pesano anche gli errori di lettura di Mantovani ed Elia e che mette ancora una volta in evidenza l’incapacità del Bari di trasformare il vantaggio in controllo.

Ed è qui che la partita comincia a cambiare volto. La formazione di Rastelli prova a reagire nel finale della prima frazione. Al 39’ Della Morte mette un pallone interessante in area alla ricerca di Gomez, ma Suhs anticipa l’attaccante biancorosso. Due minuti più tardi è ancora Della Morte a creare qualcosa, saltando due uomini in dribbling e conquistando un calcio d’angolo.

Troppo poco, però, per una squadra che avrebbe bisogno di imporre la propria superiorità e che invece lascia progressivamente alla Scafatese la sensazione di poter fare risultato al San Nicola. Nella ripresa il Bari si abbassa. La Scafatese capisce ed inizia ad osare.

Se ci si aspettava un Bari diverso dopo l’intervallo, il campo restituisce immediatamente un’altra fotografia. È la Scafatese a costruire la prima vera occasione della ripresa e al 50’ il Bari rischia addirittura di andare sotto. Ancora Emmausso mette in difficoltà la retroguardia biancorossa: guida il contropiede e serve Palmieri, che avrebbe la possibilità di completare la rimonta ma spreca tutto mandando a lato.

Un errore dell’avversario, più che un merito del Bari. Al 52’ arriva un’altra leggerezza difensiva. Celli abbatte ingenuamente Emmausso e concede alla Scafatese una punizione da posizione interessante. Gli ospiti continuano a trovare campo e situazioni potenzialmente pericolose, mentre il Bari appare lento, prevedibile e soprattutto incapace di cambiare ritmo.

Sale anche il nervosismo. Al 54’ viene ammonito Suhs, due minuti più tardi il giallo arriva anche per Brunet. Proprio sull’intervento di quest’ultimo Rastelli decide al 57’ di giocarsi la card FVS chiedendo la revisione per un possibile cartellino rosso. Il controllo non cambia però la decisione: resta il giallo.

Al 61’ il tecnico biancorosso prova allora a cambiare qualcosa inserendo Colangiuli al posto di Prisco. Una mossa che nel finale rappresenterà uno dei pochi tentativi concreti di dare imprevedibilità a una squadra che continua a procedere a velocità troppo bassa.

Il Bari si sveglia quando il tempo comincia a finire. Solo a quel punto i biancorossi provano ad aumentare i giri del motore. Al 66’ Butic cerca la porta di testa, ma il pallone termina alto. Due minuti dopo è ancora l’attaccante a provarci direttamente su calcio di punizione, costringendo Forte alla risposta in tuffo.

Una delle poche vere occasioni costruite dal Bari in una ripresa nella quale, minuto dopo minuto, il cronometro diventa l’avversario più difficile da battere. Ed è forse proprio qui che emerge il limite più evidente di questo Bari: la sensazione di urgenza arriva soltanto quando la partita sta scappando via.

Nel finale Rastelli e i suoi provano ad aggrapparsi soprattutto all’intraprendenza di Colangiuli per cambiare il destino di una gara che avrebbe dovuto avere tutt’altro copione. Manca lucidità, manca velocità nella circolazione e soprattutto manca quella ferocia che dovrebbe distinguere una squadra obbligata a recuperare terreno.

Due punti persi che pesano più della classifica. Alla fine l’1-1 rischia di valere quasi quanto una sconfitta. Non soltanto perché il Bari lascia per strada altri due punti che avrebbe avuto l’obbligo di conquistare, ma perché la partita contro la Scafatese ridimensiona, almeno per il momento, qualsiasi certezza sulla reale competitività della squadra di Rastelli.

Foto: SSC Bari

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