Benzina sempre più difficile da trovare a Bari, dove il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, legato alla protesta dei lavoratori ex Ilva, sta provocando pesanti ripercussioni sulla distribuzione dei carburanti in Puglia. Numerosi distributori sono rimasti a secco, mentre negli impianti ancora operativi si registrano lunghe code di automobilisti in cerca di rifornimento.
Nel capoluogo pugliese c’è chi è costretto a girare diversi benzinai prima di riuscire a fare il pieno e chi, per paura di restare senza carburante, si affretta a rifornirsi appena viene a conoscenza della situazione. Cresce anche la preoccupazione per la durata dell’emergenza e per il rischio che i disagi possano proseguire nei prossimi giorni.
Secondo le informazioni diffuse da Eni, le difficoltà nella distribuzione stanno aumentando e potrebbero coinvolgere anche gli aeroporti pugliesi e altri servizi essenziali, dal trasporto pubblico alle attività ferroviarie, fino ai mezzi di soccorso e alle forze dell’ordine.
A complicare il quadro si aggiunge la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, con il prezzo del carburante che supera i 2,24 euro al litro. Dopo le mobilitazioni nel Foggiano e a Cerignola, possibili blocchi sono stati annunciati anche in altre aree della regione, tra cui Barletta, Andria e Altamura.
La crisi rischia inoltre di avere conseguenze sulle forniture di merci e sui supermercati, soprattutto nelle zone già interessate dalle proteste. Intanto, a Bari cresce l’incertezza tra cittadini e imprese, mentre resta da capire quando la distribuzione del carburante potrà tornare alla normalità .

