Skip to content

Bonus edilizi, frode sui crediti d’imposta da 88 milioni: sequestri della Guardia di Finanza nella BAT

28 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
28 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Un presunto sistema fraudolento basato sulla creazione e sulla duplicazione seriale di crediti d’imposta inesistenti legati ai bonus edilizi è stato individuato dalla Guardia di Finanza di Barletta, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Trani. Tra il 2025 e il 2026 sono stati emessi tre decreti di sequestro preventivo per un valore complessivo di 88 milioni di euro, nei confronti di otto persone fisiche e due società di capitali.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Barletta, sono partite dal monitoraggio delle comunicazioni relative alla cessione dei crediti fiscali sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni professionisti avrebbero utilizzato informazioni relative a immobili già interessati da interventi di manutenzione straordinaria, per i quali i proprietari avevano già beneficiato legittimamente delle agevolazioni fiscali.

Su questi stessi immobili sarebbero stati generati e duplicati più volte crediti d’imposta fittizi, successivamente ceduti a due società coinvolte nell’operazione. Le presunte transazioni sarebbero avvenute all’insaputa dei legittimi proprietari, senza che venissero realizzati nuovi lavori edilizi.

I crediti indebitamente acquisiti sarebbero stati poi trasferiti anche ad altre attività economiche, che li avrebbero acquistati in buona fede per compensare imposte effettivamente dovute. Un meccanismo che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di immettere nel circuito economico crediti privi di fondamento, con potenziali danni per l’Erario.

L’intervento delle Fiamme Gialle ha permesso di sottoporre a sequestro beni mobili e immobili riconducibili agli indagati e di bloccare ulteriori crediti ancora presenti nei cassetti fiscali per circa 13 milioni di euro, impedendone l’utilizzo o la circolazione.

La vicenda è stata inoltre segnalata alla Procura regionale della Corte dei Conti, alla quale è stato richiesto un sequestro conservativo nei confronti di cinque soggetti per oltre 21 milioni di euro, a titolo di risarcimento del presunto danno erariale e degli effetti sulla concorrenza tra imprese.

Le contestazioni riguardano, tra le altre ipotesi, la truffa aggravata ai danni dello Stato e l’impiego di proventi illeciti. La vicenda resta nell’ambito giudiziario e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle sedi competenti.