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Caporalato e schiavitù, riders Glovo difendono il lavoro: “Dignitoso e ben retribuito”

20 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
20 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Nella giornata di ieri il gip di Milano, Roberto Crepaldi, ha convalidato il provvedimento con cui la scorsa settimana il pm Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, la società milanese di delivery food del colosso spagnolo Glovo al centro di una indagine per caporalato.

Secondo l’accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila rider impiegati in tutta Italia, “lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario” ma “in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà”.

A livello nazionale se ne è parlato tanto e abbiamo deciso così di tornare sull’argomento incontrando quattro riders di Glovo per capire il loro punto di vista e come si è evoluto questo lavoro nel corso del tempo.