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Caro carburanti, scatta il tetto ai prezzi di Eni e Ip: lunghe code ai distributori di Bari

28 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
28 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Da oggi, lunedì 28 settembre, sono entrati in vigore i prezzi calmierati dei carburanti annunciati da Eni, con lunghe code registrate anche nei distributori di Bari. Alla misura si aggiunge l’iniziativa di Socar, il gruppo petrolifero statale azero proprietario della rete Ip, che ha annunciato l’intenzione di introdurre un tetto ai prezzi di benzina e gasolio nei propri impianti.

Nel capoluogo pugliese, il cambio dei prezzi nei distributori Eni è avvenuto intorno alle 8 del mattino. Numerosi automobilisti si sono messi in fila per fare rifornimento, mettendo sotto pressione i gestori degli impianti. “Siamo presi d’assalto, speriamo di riuscire a fare fronte a tutte le richieste”, hanno raccontato alcuni operatori.

Eni ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il gasolio commercializzati attraverso Enilive. La misura avrà una durata iniziale di 30 giorni, con la possibilità di essere prorogata fino alla fine dell’anno.

Anche Socar ha deciso di intervenire per contenere il costo dei carburanti lungo la rete Ip. Il gruppo ha annunciato che il limite ai prezzi sarà definito tenendo conto delle esigenze della filiera distributiva e verrà applicato progressivamente ai circa 4.500 impianti del marchio. L’obiettivo dichiarato è sostenere famiglie e imprese, alle prese con il caro-carburanti e le ripercussioni dell’instabilità geopolitica sui mercati energetici.

Con l’iniziativa di Eni e Ip, i distributori potenzialmente interessati salgono a circa 8.500 in tutta Italia, pari a quasi il 39% dei circa 22mila punti vendita nazionali. Resta da capire se altri operatori del settore, tra cui Esso, decideranno di aderire a iniziative analoghe.

A pesare sul prezzo del diesel è anche la progressiva riduzione del taglio delle accise. Dopo la proroga decisa dal Consiglio dei ministri il 16 settembre, lo sconto fiscale è passato da 17 centesimi al litro a 12,2 centesimi tra il 18 e il 25 settembre, per scendere ulteriormente a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, la riduzione dello sconto ha comportato un aumento del costo del gasolio, con un aggravio stimato di circa 3 euro per un pieno secondo il Codacons.

Nel frattempo, il Governo ha convocato le compagnie petrolifere per l’8 ottobre. I ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto hanno chiesto interventi per aumentare la produzione delle raffinerie e favorire una riduzione dei prezzi. Sul fronte dell’autotrasporto, Assotir ha inoltre prospettato la possibilità di uno sciopero della categoria qualora non venga aperto un confronto sul caro-diesel.