La Corte di Assise di Trani ha assolto dall’accusa di omicidio volontario premeditato Nicola, Gabriele e Savino Pilato, imputati per la morte di Nicola Manzi, il 50enne ucciso a colpi di fucile a Corato il 16 dicembre 2024 al termine di una lite familiare. Secondo i giudici, che depositeranno le motivazioni entro 90 giorni, “il fatto non costituisce reato” poiché l’episodio sarebbe avvenuto nell’ambito della legittima difesa.
Per il ferimento di Michele Manzi, fratello della vittima, e per il porto abusivo di fucile, Gabriele Pilato è stato condannato a dieci anni di reclusione, con l’esclusione della premeditazione. Nicola e Savino Pilato hanno invece ricevuto una condanna a due anni soltanto per l’arma detenuta illegalmente, venendo assolti dalle accuse di omicidio e tentato omicidio perché ritenuti estranei ai fatti.
Secondo la ricostruzione della Procura, la vicenda sarebbe scaturita da un litigio familiare legato a presunti insulti rivolti da Nicola Pilato alla moglie, sorella della vittima. Nicola e Michele Manzi sarebbero quindi intervenuti per difenderla, mentre i Pilato avrebbero raggiunto l’abitazione dei Manzi con un fucile in auto. L’accusa sosteneva che Savino Pilato avesse attirato la vittima verso la vettura e che Gabriele avesse esploso i colpi mortali, su istigazione del padre.
La Procura di Trani aveva chiesto condanne a 30 anni di carcere per Nicola e Gabriele Pilato e a 20 anni per Savino.

