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Corruzione in Puglia, cimici nell’ufficio: Lerario comunicava coi pizzini

20 Gennaio 2022
– Autore: Eleonora Francklin
20 Gennaio 2022
– Autore: Eleonora Francklin
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Aveva il timore che lo potessero ascoltare e quindi, consapevole delle cimici nel suo studio nella sede regionale, l’ex capo della Protezione Civile, Mario Lerario, comunicava con i pizzini e, quando doveva ricevere qualcuno, cambiava stanza o dava appuntamento in stazioni di servizio lasciando il cellulare in macchina.

Per la Guardia di Finanza, a capo dell’indagine sull’ex dirigente regionale in carcere dal 23 dicembre, Lerario era consapevole dei comportamenti illeciti e cercava di nasconderli costantemente.

Lerario, consapevole delle indagini sull’ospedale Covid in Fiera, aveva paura di essere protagonista di un’indagine da parte della Guardia di Finanza. I militari non escludono l’ipotesi che all’ex capo della Protezione Civile qualcuno gli abbia detto della presenza delle cimici. Da qui la bonifica della stanza a settembre scorso dove è stata trovata la telecamera con cui la Guardia di Finanza filmava gli incontri, ma non è stato trovato il microfono che ha consentito ai militari di continuare con l’indagine e di ascoltare tutte le conversazioni senza freni, dato che Lerario pensava di averla scampata.

I pezzettini di carta con le frasi scritte da Lerario, i famosi pizzini, sono stati immortalati dalle telecamere piazzate negli uffici regionali. Come descrive Repubblica, Lerario nell’incontro con un rappresentate di un’associazione di Putignano, parlava di un appuntamento con Donato Mottola per la consegna di qualcosa, ma dalle immagini raccolte dalla Finanza, Lerario rispondeva tramite i pizzini che poi gettava nel bidone della spazzatura.