Dopo mesi di riserbo, Michele Emiliano torna a parlare e lo fa con parole pesanti nei confronti del suo successore, Antonio Decaro. Il rapporto tra i due, un tempo saldo, appare oggi segnato da incomprensioni personali e politiche.
Durante un’intervista a Telenorba, Emiliano ha accusato Decaro di soffrire la sua presenza, pur mostrando comprensione. “Antonio è reo confesso: lo dice chiaramente a tutti che soffre la mia presenza, ma questo lo capisco. Perché io, per esempio, avevo un padre straordinario e non riuscivo neanche a guidare la macchina se mio padre era seduto accanto a me, però non l’ho mai lasciato a un distributore di benzina in attesa di passare a riprenderlo. Quindi si possono trovare dei modi di convivere nonostante questo problema”, le sue parole.
Nonostante le critiche, Emiliano ribadisce il suo sostegno. “Io, comunque, qualunque cosa dovesse fare Antonio, sono dalla sua parte e lo sosterrò in tutte le maniere perché ovviamente, come diceva mia madre, l’ho fatto io, non è che lo posso distruggere, ha dichiarato, arrivando persino a dargli “un 10” per la capacità di ricoprire ruoli di primo piano. Ma sul piano personale emerge un rammarico: secondo l’ex governatore, Decaro avrebbe dovuto esprimere con più chiarezza le proprie posizioni fin dall’inizio.
Al centro delle tensioni anche il ruolo di consulente che Decaro avrebbe proposto a Emiliano. Un incarico che l’ex presidente definisce “ardito”, pur riconoscendolo come gesto di vicinanza. Resta ancora in certo il futuro dell’ex governatore. La decisione sul suo futuro è ora nelle mani del Consiglio superiore della magistratura, mentre Emiliano lascia intendere che, se costretto, tornerebbe volentieri in toga: “Chi nasce magistrato, muore magistrato”.

