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ESCLUSIVO – Promessa d’incarichi e minacce, l’intercettazione di Sgaramella: “Fai sparire il serbatoio” -VIDEO

8 Marzo 2022
– Autore: Antonio Loconte
8 Marzo 2022
– Autore: Antonio Loconte

“Devi rifare la relazione a struttura ultimata, togliere tutta la seconda parte del serbatoio. Non ci vuole niente, devi farlo sparire. Lunedì porta tre copie a mano”. A parlare è l’ingegner Daniele Sgaramella, funzionario dell’Ufficio del Commissario straordinario di Governo delegato contro il dissesto idrogeologico in Puglia. È il 23 marzo 2018. Siamo nella sede degli uffici regionale in via Gentile, a Bari. L’interlocutore è Francesco Trisolini, l’ingegnere che di lì a poco sarebbe diventato titola della società ingegneristica Arevà srl. I due parlano dei lavori per il contrasto al dissesto idrogeologico in fase di realizzazione nel comune di Corato.

Ma cos’è il serbatoio a cui si riferisce Sgaramella? E perché a Trisolini, senza troppi giri di parole, viene detto di farlo sparire dalla relazione ufficiale che l’azienda ha già inviato anche a mezzo pec proprio allo stesso ufficio del commissario straordinario per cui lavora Sgaramella? L’ingegnere regionale chiede al collega Trisolini di eliminare dalla relazione il serbatoio previsto dal progetto approvato e già realizzato dalla toto costruzioni, in modo che ai danni dell’azienda risultasse una inadempienza contrattuale.

Il benedetto serbatoio interrato, abbiamo capito dalla premura di Sgaramella, ha un ruolo fondamentale nella vicenda nel passaggio dalla vecchia alla nuova azienda incaricata dei lavori a Corato. Modificando la relazione, infatti, si riuscirebbe a modificare anche la motivazione della rescissione del contratto con l’impresa esecutrice. Rescissione avvenuta un anno prima per la sopraggiunta mancanza di un requisito e non per inadempienza.

Questa è la genesi dell’inchiesta che ha messo nei guai l’avvocato Salvatore Campanelli, il commissario Elio Sannicandro e l’assessore regionale Gianni Stea. La madre di tutti i procedimenti penali del delicato filone d’inchiesta è il procedimento numero 10203/18 nei confronti dell’ingegnere regionale Daniele Sgaramella. Il dipendente è accusato di aver tentato, con violenza o minacce, di costringere a commettere un reato con le aggravanti dell’abuso dei poteri inerenti alla pubblica funzione, in ragione delle relazioni del proprio ufficio. Provvedimento notificato nel mese di giugno 2019.

A quel punto l’ingegnere Sgaramella, nomina l’avvocato Salvatore Campanelli quale difensore di fiducia. Campanelli in quel periodo è anche collaboratore legale del Commissario regionale per il dissesto idrogeologico. Sgaramella e Campanelli, entrambi del quartiere Loseto di Bari, si conoscono bene. La moglie di Sgaramella, Alessandra Partipilo alle elezioni comunali del 2014 era candidata nella lista Decaro per Bari proprio in accoppiata con Salvatore Campanelli.

Attraverso le carte, alcuni documenti particolarmente interessanti e testimonianze, cercheremo di capire cosa sia successo, in attesa che la magistratura si esprima anche sul ruolo degli importanti personaggi politici e istituzionali coinvolti nelle indagini.