Doveva essere l’inizio della stagione estiva, una notte di musica e spensieratezza. Invece si è trasformata in tragedia al Divine Club di Bisceglie, dove nella notte tra sabato e domenica è stato ucciso il 42enne Filippo Scavo.
A raccontare quei momenti è il dj Valerio Di Zanni, originario di Corato, che si trovava alla consolle quando sono stati esplosi i colpi di arma da fuoco intorno alle 3:55. Inizialmente non si è accorto di nulla, concentrato sulla musica, poi il segnale dalla pista e lo stop improvviso hanno cambiato il volto della serata.
“Quello che è accaduto sabato mi ha stravolto. Tutt’ora non credo di sentirmi bene. È una brutta botta emotiva, difficile da metabolizzare per me. Mi sono sentito sudicio, ho provato disgusto per quello che stava facendo sulla scena di un crimine, anche se chiunque mi ripete che io non c’entro niente. Ho sposato una causa: portare la festa nel cuore delle persone con la mia musica, e proprio sul più bello, proprio durante il mio spettacolo preparato con cura, è successo l’impensabile”, le sue parole.
“Ho letto che si sarebbe trattato di un regolamento di conti. Potevate risolvere tutto a casa vostra, nel vostro condominio, non a casa mia, non con la mia musica, con la mia crew, con la mia gente. Gli atti di sopraffazione, le prove di crudeltà hanno bisogno di un palcoscenico per fare scalpore e loro hanno utilizzato un palcoscenico costruito per condividere gioia, divertimento, sentimenti di amicizia ed empatia. Adesso i proprietari, i gestori, i tecnici, gli addetti sono devastati. E io con loro”, aggiunge.
“Grazie per i messaggi di incoraggiamento, di rassicurazione, di affetto, di stima. Grazie per esservi preoccupati per me e per noi: stiamo bene, sto bene. Ho una dolore dentro che si riaccende quando penso a tutto quell’orrore. Ora cercherò di ricaricare la batteria aspettando di potervi riabbracciare: nos vemos pronto familia”, conclude.

