“Ieri ho fumato tante sigarette e abbracciato compagni e cuori fino a tardi. Mi fa male la gola, ma mi stanno prendendo cura. Stasera alle 19:10 arrivo alla stazione di Bari. Domani proverò a cercare un nuovo telefono”.
Inizia così il post pubblicato sui social da Tony La Piccirella, l’attivista barese accolto ieri con applausi, bandiere e cori pro Pal all’aeroporto di Fiumicino, assieme ad altri quattro attivisti della Global Sumud Flotilla.
“Siamo stati deportati con la forza e non potevamo restare per assicurarci che tutti uscissero, ma secondo le trattative, chiunque fosse ancora dentro dovrebbe essere portato al confine con l’autobus entro questa mattina. Con loro ci sono Thiago, Suayb e Mandela. Fate rumore a canone più giorni, e poi riorganizziamoci per la prossima irresponsabile provocazione globale”, aggiunge.
“Eravamo in una prigione al confine con Gaza — nell’ala accanto a noi c’erano i nostri fratelli e sorelle palestinesi, e il nostro avvocato ci ha detto che potevano sentire le canzoni, i canti, il casino che stavamo facendo. E che ha rotto il loro isolamento e ha portato un po’ di speranza – racconta -. Non potevamo sentirli perché non gli è permesso cantare. Abbiamo sentito solo i caccia volare sopra le nostre teste, mentre andavano a bombardare la loro terra. Molto presto vi dirò tutto. Palestina libera. Liberate tutti”.

