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Foggia, la denuncia choc sui social: “Mia moglie e mia figlia allontanate da una libreria per il colore della pelle”

7 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
7 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Doveva essere un ritorno alle proprie radici, ma si è trasformato in un episodio di razzismo che ha lasciato amarezza e dolore. A raccontarlo è un cittadino originario di Foggia, da circa dieci anni residente in Svizzera, che ha affidato ai social la testimonianza di quanto sarebbe accaduto, due mesi fa, alla moglie originaria dello Sri Lanka e alla figlia di 12 anni.

Secondo il racconto dell’uomo, che precisa di non aver assistito direttamente alla scena, alla donna e alla bambina sarebbe stato impedito di entrare in una libreria del capoluogo dauno. Il proprietario, stando alla loro versione, si sarebbe posizionato davanti all’ingresso invitandole ad andare via senza fornire spiegazioni.

La figlia sarebbe scoppiata in lacrime, mentre la madre avrebbe vissuto l’accaduto come un episodio di razzismo. Il padre, dopo aver appreso quanto successo, si sarebbe recato nella libreria per chiedere spiegazioni. «Ero furioso», racconta nel post, ammettendo di aver rivolto anche parole pesanti al proprietario. Di fronte alle contestazioni, riferisce, l’uomo avrebbe risposto più volte: «Non mi ricordo».

Nel suo lungo messaggio, il cittadino foggiano sottolinea soprattutto la delusione per quanto sarebbe avvenuto proprio all’ingresso di una libreria, luogo che considera simbolo di cultura, conoscenza e apertura verso mondi e culture differenti.

«Nessun colore della pelle dovrebbe mai far sentire qualcuno meno benvenuto», scrive, spiegando di aver raccontato la vicenda perché la figlia non impari ad accettare in silenzio episodi che, secondo la famiglia, hanno il sapore del pregiudizio. «Foggia è anche la sua città. Foggia merita di meglio», conclude.