Un’anziana rischiava di perdere la casa in cui viveva dopo che l’immobile era stato venduto all’asta. Da qui una serie di contatti con i nuovi proprietari per cercare un accordo, ma anche episodi intimidatori, tra cui l’incendio di un’auto, il taglio di alcuni ulivi e il ritrovamento di una tanica di gasolio. Per questi fatti era finito a processo Antonio Novielli, 70 anni, di Bari, che è stato assolto da entrambe le accuse.
La sentenza è stata pronunciata dalla giudice del Tribunale di Bari, Carlotta D’Alessandro, che ha assolto l’imputato dall’accusa di tentata estorsione «perché il fatto non sussiste» e da quella di danneggiamento «per non aver commesso il fatto». La Procura aveva chiesto una condanna a tre anni e due mesi di reclusione e 2.700 euro di multa.
La vicenda risale al 2018 e riguarda un appartamento di via della Repubblica, a Grumo Appula, aggiudicato all’asta il 19 aprile per 86mila euro. Nell’abitazione viveva la madre della compagna di Novielli, che avrebbe chiesto all’uomo di contattare i nuovi proprietari per trovare una soluzione che le consentisse di restare nell’immobile, attraverso un eventuale riacquisto o un contratto di locazione.
Secondo l’accusa, quei contatti si sarebbero trasformati in pressioni e minacce, anche attraverso altre persone, per convincere gli acquirenti a rinunciare alla casa o a restituirla alla famiglia della precedente proprietaria. Il Tribunale ha però ritenuto che non fosse stata raggiunta una prova sufficiente del passaggio dalle insistenze negoziali a una vera e propria condotta estorsiva.
Nelle motivazioni, la giudice ha riconosciuto gli incontri, l’insistenza dell’imputato e alcuni episodi raccontati dagli acquirenti, ma ha sottolineato che non è stato dimostrato un suo coinvolgimento nelle minacce più gravi, attribuite soprattutto a un uomo rimasto sconosciuto. Non è emersa, infatti, la prova che Novielli lo avesse incaricato o istruito.
Escluso anche il coinvolgimento nell’incendio doloso di una Fiat Panda appartenente alla famiglia degli acquirenti, appiccato nella notte del 26 gennaio 2019. Le telecamere avevano ripreso una persona non identificata mentre scavalcava la recinzione e dava fuoco alla vettura, ma nessun elemento ha collegato l’esecutore all’imputato. Anche il successivo taglio degli ulivi e il ritrovamento di una tanica di gasolio, il 1° aprile 2019, sono rimasti senza responsabili identificati.
La casa è stata infine rivenduta alla famiglia dell’anziana per 130mila euro, una cifra superiore agli 86mila euro dell’aggiudicazione all’asta. Per il Tribunale, l’interessamento di Novielli nei confronti della vicenda fu insistente e forse inopportuno, ma non è stato dimostrato che avesse natura estorsiva. A riportarlo La Gazzetta del Mezzogiorno.

