La Procura di Trani allarga il proprio raggio d’indagine alla Camera di Commercio di Bari nell’ambito dell’inchiesta che ha portato, il 6 ottobre, agli arresti domiciliari della curatrice fallimentare di Barletta Antonia Patrizia Daleno e del marito Salvatore Liso. Disposte anche l’interdizione per sei mesi dall’esercizio della professione per l’avvocato Francesco Romanello Pomes e per la notaia Francesca Napoletano.
La Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici di due dipendenti dell’ente, Angelo Raffaele Caforio e Francesca Magro, entrambi non indagati, oltre allo studio della commercialista barese Lucia De Cosmo, anche lei estranea alle contestazioni al momento delle perquisizioni.
Al centro degli accertamenti ci sono alcune procedure di sovraindebitamento gestite dalla Camera di Commercio e affidate a Daleno. Gli investigatori ipotizzano che la professionista possa essere stata favorita nell’assegnazione degli incarichi, in violazione delle regole di turnazione, anche grazie ai rapporti del marito con l’ente, dove Liso ha ricoperto diversi ruoli. Al vaglio anche l’eventualità di compensi percepiti irregolarmente dopo la rinuncia formale ad alcuni incarichi.
L’inchiesta, coordinata dai pm Marco Gambardella e Francesco Tosto, ipotizza a vario titolo i reati di peculato, corruzione, falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Intanto, Daleno e Liso, assistiti dall’avvocato Mario Malcangi, sono comparsi davanti al gip di Trani per rispondere alle contestazioni e depositare documenti. La difesa ha chiesto la revoca o la sostituzione delle misure cautelari. La Procura dovrà esprimere il proprio parere sulla richiesta.

