La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza ipotesi di reato, per fare luce sul tragico incidente avvenuto ieri in Bosnia, dove hanno perso la vita quattro militari italiani a bordo di un elicottero impegnato nella missione Eufor Althea. Undici le persone rimaste ferite. Le eventuali ipotesi di reato saranno valutate al termine degli accertamenti.
Tra le vittime c’è Laura Procacci, sergente 32enne del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, originaria di Montegrosso, piccolo borgo nei pressi di Andria. I genitori, Giuseppe e Maddalena, dovrebbero raggiungere la Bosnia nelle prossime ore, dopo aver ricevuto le comunicazioni ufficiali del Ministero della Difesa. La coppia è attualmente assistita da personale dell’Esercito e da una psicologa. Il rimpatrio delle salme è previsto, con ogni probabilità, per domenica.
Profondo il dolore nella comunità di Montegrosso, dove Laura aveva trascorso parte della sua infanzia prima che la famiglia si trasferisse a Canosa di Puglia. A ricordarla è don Peppino Ruotolo, parroco del borgo, che conosceva la giovane fin dalla nascita.
«Questa notizia mi ha lasciato veramente tanto dolore», ha raccontato il sacerdote, ricordando anche l’ultimo messaggio scambiato con Laura il 19 ottobre, in occasione di Santa Laura. Don Peppino ha sottolineato il desiderio della 32enne di servire la Patria e ha voluto ricordarla per «la sua generosità e il suo sorriso».

