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La Plastic Puglia non trova operai specializzati, il Barone Colucci alla premier Meloni: “L’Italia sta morendo”

18 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso
18 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso

“Le nostre aziende rischiano di chiudere per mancanza di lavoratori: non nascono bambini e la scuola non prepara i ragazzi al mondo del lavoro. Se non cambiamo rotta, tra qualche anno saremo costretti ad abbassare le serrande”.

È con queste parole che il Grand’Uff. Barone Vitantonio Colucci, fondatore e presidente del Gruppo Industriale Plastic-Puglia, lancia un appello urgente al Governo Meloni. Dopo aver trascorso 10 anni in mare come Ufficiale di Marina e con oltre cinquantotto anni di esperienza nel settore manifatturiero, il Barone parla da Monopoli, dove nel 1967 fondò l’impresa che sarebbe diventata leader mondiale nell’irrigazione a goccia.

Nonostante contratti a tempo indeterminato e stipendi competitivi, l’azienda non riesce a coprire posizioni chiave come meccanici, elettricisti, plasticisti, saldatori e autisti. Un paradosso che l’imprenditore riconduce a tre cause strutturali: crollo demografico, formazione professionale inadeguata e assenza di politiche attive per il lavoro.

Per contrastare la denatalità, ha istituito il Premio Nascita “Lilly Colucci”: 6000 euro alla nascita e 350 euro mensili per il primo anno di vita di ogni figlio nato a un dipendente. Sul fronte della scuola, propone un periodo obbligatorio di pratica diretta in azienda degli istituti tecnici, perché i ragazzi imparino a lavorare dove il lavoro si fa davvero.

“Non possiamo aspettare ancora. Se lo Stato non agisce, saremo costretti a chiudere.» Plastic-Puglia cerca personale e rivolge un appello diretto ai giovani: lavoro vero, stabile e ben retribuito, con la possibilità di essere formati in fabbrica dai maestri, operai esperti che trasmettono il mestiere giorno per giorno. Curriculum con foto e autorizzazione al trattamento dei dati personali a [email protected].