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Lo spione dei conti bancari di Bitonto, maxi multa da 32 milioni per Intesa: “Non ha protetto la privacy”

2 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso
2 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Una segnalazione «incompleta» e arrivata con «significativo ritardo» sugli accessi abusivi ai sistemi informatici è costata a Intesa Sanpaolo una maximulta da 31,8 milioni di euro. A infliggerla è stata l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ha giudicato «non adeguato» il comportamento dell’istituto nella gestione degli obblighi previsti dalle norme sulla tutela dei dati.

Al centro della vicenda c’è Vincenzo Coviello, 54enne di Bitonto ed ex addetto alla filiale Imprese di Bisceglie, accusato di aver effettuato accessi abusivi ai dati finanziari di 3.572 clienti. Tra questi figurano numerosi esponenti politici di primo piano.

L’uomo è indagato dalla Procura di Bari per accesso abusivo a sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie relative alla sicurezza dello Stato, nell’ambito di un’inchiesta ancora in corso coordinata dal procuratore Roberto Rossi. Il caso è emerso nell’ottobre 2024, quando – dopo il licenziamento – la diffusione della notizia sulla stampa ha portato a una perquisizione nei suoi confronti, anche per verificare l’eventuale coinvolgimento di terzi.

Tra le persone i cui dati sarebbero stati consultati figurano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sua sorella Arianna Meloni, oltre ad altri esponenti di rilievo come i ministri Guido Crosetto, Raffaele Fitto e Daniela Santanchè. Nell’elenco compaiono anche gli ex premier Matteo Renzi, Enrico Letta e Mario Draghi, insieme a esponenti locali come Michele Emiliano, Nichi Vendola e Antonio Decaro.

Tra i soggetti coinvolti anche volti noti dello spettacolo e persone legate direttamente all’indagato. L’indagine resta aperta e mira a chiarire eventuali responsabilità ulteriori e possibili mandanti dietro gli accessi illeciti.