Dopo tre anni il Benevento ritorna in Serie B e tra i video e le foto dei festeggiamenti a Salerno per la promozione matematica ottenuta spunta un volto noto alla piazza di Bari: Mattia Maita. Protagonista di cinque anni di storia biancorossa, dal 2020 al 2025, Maita è stato artefice sia di annate strabilianti sia di momenti bui a cui il centrocampista messinese ha sempre saputo reagire a testa alta. Professionismo puro, direbbero i più, talento e determinazione sono i dati di fatto. La storia di questa promozione raggiunta da Maita ha il sapore di una rivincita che matura sul manto verde lontano dai riflettori mediatici per poi esplodere con la forza dei soli fatti.
Il 10 luglio 2025 il Bari ufficializzò il passaggio di Maita al Benevento in un’operazione a titolo definitivo avvenuta a costo zero. Un trattamento umano che è stato poco consono ad un vice-capitano che con i colori biancorossi ha totalizzato ben 190 presenze, una promozione in Serie B ed una finale playoff per la A persa contro il Cagliari al 94′ di una partita maledetta. Gli addetti ai lavori hanno motivato la scelta della cessione con una strategia mirata di sfoltimento della rosa, riduzione dei costi e cambio in zona mediana. Un piano che a distanza di mesi e quasi al termine di un’altra stagione dubbia si è rivelato non solo fallimentare ma anche poco lungimirante.
La partenza dal capoluogo pugliese del centrocampista classe ’94 non ha prodotto rumore. Difatti la separazione tra le parti è stata vissuta in maniera quasi ordinaria. Probabilmente i Direttori Sportivi avevano sottovalutato il potenziale di un uomo spogliatoio oltre che di un giocatore qualitativamente valido ed affidabile. Oggi Maita è sul carro dei vincitori come capitano e simbolo del Benevento, una squadra che ha ritrovato la Serie B anche grazie alla sua leadership silenziosa ma determinante.
Fin dal suo arrivo in Campania, Maita ha dimostrato di possedere quella scintilla in più in grado di trasmettere equilibrio e competenza ad una squadra ben costruita come il Benevento. Progettualità ed idee chiare, le carte vincenti per poter ambire al successo. La fascia da capitano non è stata un regalo, ma la naturale conseguenza di un percorso sportivo costruito giorno dopo giorno, tra sorrisi e sofferenze.
L’ex numero quattro del Bari ha impartito una lezione al calcio moderno spesso avido di sentenziare giudizi frettolosi. Mentre il mondo scorreva ed i pugliesi si preparavano ad affrontare un’ennesima stagione tragica Maita si è posto dinanzi al leggio e come un vero maestro d’orchestra ha dettato i tempi giusti della melodia guidando i suoi compagni alla vittoria del campionato. Anche in questa storia, così come in una favola di Esopo, la morale impartita si paga a caro prezzo: il valore è soggettivo per chi lo osserva, ciò che per qualcuno è privo di importanza per altri diventa essenziale.

