Un ragazzo di 15 anni, originario di Bari, è detenuto da 72 giorni in un carcere di Malta, dove avrebbe trascorso 35 giorni in isolamento per 22 ore al giorno. Arrestato con l’accusa di procurato allarme bomba a scuola, il giovane è al centro di un caso seguito dall’Ambasciata italiana a La Valletta e dalla Farnesina.
I genitori, trasferitisi a Malta per lavoro cinque anni fa, non contestano l’eventuale responsabilità del figlio, ma denunciano le condizioni della detenzione, ritenute in contrasto con i trattati internazionali sottoscritti dall’isola. Tra le criticità segnalate, anche l’assenza di posate per i primi tre giorni e l’obbligo di consumare i pasti in piedi.
Una nuova visita consolare è prevista oggi, 5 agosto, mentre la prossima udienza del procedimento è fissata per il 19 agosto.

