Cinque ragazzine tra i 13 e i 15 anni, tutte amiche della figlia, sarebbero state adescate attraverso TikTok e WhatsApp da un 55enne di Nardò, finito sotto inchiesta della Procura di Lecce. Per l’uomo, meccanico, le indagini sono state chiuse nelle scorse settimane.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata nel giugno 2025 da una 15enne che, accompagnata dalla madre, si è rivolta ai carabinieri consegnando le chat scambiate con l’uomo. Nei messaggi, secondo quanto emerso dagli accertamenti, comparivano complimenti insistenti, richieste di fotografie, inviti a incontrarsi e riferimenti sessuali.
Gli investigatori hanno poi esteso gli accertamenti ad altre quattro minorenni — due 15enni e due 13enni — tutte legate da rapporti di amicizia con la figlia dell’indagato. Dall’analisi di telefoni e dispositivi informatici sarebbero emerse ulteriori conversazioni ritenute rilevanti ai fini dell’inchiesta.
Tra i messaggi acquisiti figurerebbero anche richieste di non mostrare le chat ad altre persone e di cancellare le conversazioni. L’uomo avrebbe sostenuto di aver cercato di aiutare una delle ragazze, spiegando di averle voluto stare vicino per difficoltà personali. Una ricostruzione che non avrebbe trovato riscontro negli elementi raccolti dagli inquirenti. Ora la Procura si prepara alle prossime determinazioni.

