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Minacce, estorsioni, sequestri e pestaggi di gruppo per un debito di 300 euro: 5 arresti a Gravina

2 Novembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
2 Novembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Cinque persone sono finite al centro di un’inchiesta per una presunta escalation di violenze, minacce ed estorsioni ai danni di un giovane ospite di una comunità educativa del territorio murgiano. Due indagati sono stati condotti in carcere, mentre per altri tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Le accuse, a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate, estorsione aggravata, rapina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte sarebbero andate avanti da febbraio ad agosto 2026 e sarebbero nate da un debito di circa 300 euro, maturato per l’acquisto di cannabinoidi.

La vittima avrebbe ricevuto ripetute minacce telefoniche e attraverso i social, anche con riferimenti all’utilizzo di armi da fuoco. Nel maggio 2026, inoltre, gli sarebbe stato sottratto lo smartphone, con la promessa di restituirlo soltanto dopo il pagamento del debito.

Particolarmente gravi i due episodi di sequestro contestati. Il primo, ad aprile, quando il giovane sarebbe stato caricato con la forza su un’autovettura, condotto in una zona isolata di campagna e picchiato. Il secondo, a luglio, quando sarebbe stato attirato con l’inganno in un esercizio pubblico, aggredito e trascinato in un’area boschiva, dove sarebbe stato sottoposto a un pestaggio di gruppo.

Nell’inchiesta è stato documentato anche il pagamento di una parte del debito da parte di un educatore della comunità, intervenuto nel tentativo di interrompere le vessazioni e ottenere la restituzione del cellulare.

Le indagini hanno consentito di ricostruire una serie di episodi che, secondo l’accusa, avrebbero trasformato un debito legato alla droga in mesi di intimidazioni e violenze ai danni del giovane.

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