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Miulli e Policlinico di Bari salvano una donna in fin di vita: asportato un tumore con la chirurgia robotica

15 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
15 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Una donna di 57 anni è stata salvata grazie a un intervento chirurgico robotico d’urgenza eseguito mentre cuore e polmoni erano sostenuti da macchinari. La paziente era stata colpita da una gravissima crisi provocata da un feocromocitoma, un tumore della ghiandola surrenale, affrontata da un’équipe multidisciplinare dell’Ospedale Miulli e del Policlinico di Bari.

La massa, di cinque centimetri, era stata individuata casualmente durante una TAC e non aveva provocato i sintomi tipici. Dopo la somministrazione di cortisone ad alte dosi, utilizzato come premedicazione per un esame con mezzo di contrasto, il tumore ha scatenato una massiccia liberazione di adrenalina, causando una crisi ipertensiva, uno shock cardiogeno e gravi aritmie. La funzione di pompa del cuore è scesa al 25%, mettendo a rischio la vita della donna.

Di fronte al rapido peggioramento, i medici hanno deciso di intervenire senza attendere la consueta fase di stabilizzazione. Grazie al supporto combinato di Impella ed ECMO, dispositivi in grado di sostenere la circolazione sanguigna e l’ossigenazione, è stato possibile procedere all’asportazione robotica del tumore.

Eliminata la causa della crisi, la paziente ha recuperato progressivamente le proprie condizioni: nel giro di pochi giorni è stata liberata dai macchinari e, al termine della riabilitazione, il cuore ha ripreso a funzionare normalmente.

Il caso è stato pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Endocrinology e potrebbe rappresentare il primo intervento descritto in letteratura di questo tipo eseguito in pieno supporto ECMO e Impella, senza una preventiva stabilizzazione della paziente.

La vicenda evidenzia anche un rischio poco conosciuto: il cortisone può scatenare crisi potenzialmente fatali in persone con un feocromocitoma non ancora diagnosticato. Decisiva, secondo il professor Sebastio Perrini, responsabile dell’Endocrinologia del Miulli, è stata la collaborazione tempestiva tra specialisti e strutture sanitarie pugliesi.