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Morti sul lavoro, la Puglia tra le sei Regioni in zona rossa nel primo semestre 2026: è quinta in Italia

29 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
29 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Puglia è tra le sei regioni italiane in zona rossa per incidenza degli infortuni mortali sul lavoro nel primo semestre del 2026. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega, che evidenzia il permanere di criticità strutturali a livello nazionale.

Secondo i dati diffusi, l’incidenza media delle morti sul lavoro in Italia si attesta a 14,5 decessi per milione di occupati, un valore sostanzialmente
stabile rispetto ai 14,7 registrati nello stesso periodo del 2023.

Oltre alla Puglia, in zona rossa figurano Calabria, Liguria, Sicilia, Campania e Umbria, con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale. In zona arancione si trovano Veneto, Trentino-Alto Adige e Toscana, mentre Piemonte, Marche, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia rientrano in zona gialla. Sono invece in zona bianca Lazio, Molise, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata e Valle d’Aosta.

A preoccupare è anche l’andamento complessivo degli infortuni: le denunce nei primi sei mesi dell’anno sono passate dalle 296.665 del 2023 alle 315.452 del 2026, con un aumento del 6,3%. Crescono anche gli infortuni mortali in itinere, cioè quelli avvenuti durante il tragitto casa-lavoro e viceversa, saliti da 104 a 132 nello stesso periodo.

«Il rischio di perdere la vita sul lavoro resta su livelli che non possiamo accettare», ha commentato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega, sottolineando la necessità di interventi mirati nei territori e tra le categorie maggiormente esposte.

L’analisi evidenzia inoltre differenze significative in base al genere e alla provenienza. Per gli uomini, l’incidenza della mortalità sul lavoro è passata da 23,5 decessi per milione di occupati nel 2023 a 23,4 nel 2026, mentre per le donne è aumentata da 2,3 a 2,5. Più marcato l’incremento tra i lavoratori stranieri: per gli infortuni mortali in occasione di lavoro, l’incidenza è salita da 25,3 a 37,1, mentre tra gli italiani è diminuita da 13,5 a 11,8.

Infine, la fascia d’età tra i 15 e i 24 anni risulta quella maggiormente colpita dagli infortuni, mortali e non, con un’incidenza passata da 33.434,4 denunce per milione di occupati nel 2023 a 38.504,4 nel 2026. I dati confermano la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza, con particolare attenzione alle regioni e alle categorie di lavoratori più esposte al rischio.

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