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Muore a 17 anni in ospedale, i genitori: “Forse somministrato cloruro di potassio. Lo danno per la pena di morte”

27 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
27 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Procura di Bari continua a indagare sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile dopo un intervento alla tibia all’ospedale Ospedale San Paolo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche la possibile somministrazione di un farmaco errato, che avrebbe provocato un avvelenamento da cloruro di potassio e il successivo arresto cardiaco.

La famiglia del ragazzo chiede verità e giustizia. I genitori, Crescenza e Nicola Pascullo, sono intervenuti anche durante la trasmissione La vita in diretta, ripercorrendo le fasi della vicenda: dall’incidente in moto avvenuto a Pasquetta ai due interventi chirurgici che sembravano riusciti. Secondo i familiari, Gianvito stava bene e sarebbe dovuto essere dimesso dopo pochi giorni, prima del malore improvviso nella notte dell’operazione.

“In ortopedia il potassio non poteva stare è un farmaco che dà la morte. Abbiamo fatto delle ricerche, negli Stati Uniti è un farmaco che viene dato per la pena di morte”, le parole della mamma. “A nostro figlio è stata data la pena di morte”, ha dichiarato il papà.

Al momento sono sette gli indagati, tra medici e infermieri, con l’accusa di omicidio colposo. Decisivi per l’inchiesta saranno gli esiti degli esami tossicologici, mentre la famiglia continua ad attendere risposte sulla tragedia.