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Natuzzi, avvio della procedura di composizione negoziata della crisi: restano aperti solo due stabilimenti

12 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
12 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Natuzzi ha annunciato l’avvio per 12 mesi della procedura di composizione negoziata della crisi e la prosecuzione dell’attività produttiva in due soli stabilimenti, “con la sospensione delle attività presso Iesce 2 e il fermo temporaneo di Graviscella e PS Santeramo a partire dal secondo semestre del 2026”.

L’annuncio è stato fatto ieri nel corso dell’incontro presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, convocato da Adolfo Urso. “Il piano di ristrutturazione tenderà al risanamento della posizione finanziaria e al ripristino di un equilibrio economico-operativo sostenibile”, spiega l’azienda in una nota.

“Nessun accordo sarà possibile senza un cambio di rotta su chiusure e delocalizzazioni”. Questa è la posizione espressa dalla Fillea Cgil Puglia. “La discussione non ci ha soddisfatti e, finché restano sul piatto chiusure di stabilimenti e delocalizzazioni, nessun protocollo potrà essere condiviso”, le parole del segretario generale Ignazio Savino, sottolineando come il confronto con l’azienda sia ancora distante da una soluzione condivisa.

Secondo il sindacato, al tavolo non sarebbe stato presentato un vero e proprio piano industriale, ma un impianto centrato soprattutto sulle misure di risanamento economico-finanziario. Una impostazione giudicata insufficiente, perché non chiarirebbe le prospettive produttive e occupazionali del gruppo.

“Senza investimenti e strategia si scarica il prezzo sui lavoratori” ha aggiunto poi Savino, evidenziando il rischio per la tenuta occupazionale e per l’intero distretto del mobile imbottito. La Fillea Cgil rilancia quindi la proposta di una ricapitalizzazione del gruppo, indicando come possibile soluzione l’ingresso di Invitalia nel capitale societario, ritenuto uno strumento utile a garantire stabilità, investimenti e prospettive industriali.

Il sindacato sottolinea inoltre la partecipazione dei lavoratori, con il presidio davanti al Mimit e l’adesione totale allo sciopero, definendola un segnale forte della preoccupazione diffusa negli stabilimenti. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni, con il prossimo appuntamento fissato per il 24 giugno, quando le parti saranno chiamate a chiarire la reale direzione del piano di rilancio del gruppo.