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“Non tornare a scuola o ti picchiamo”, indagine choc a Gallipoli: 12enne vittima di bullismo. Indagate 4 minorenni

17 Agosto 2026
– Autore: Raffaele Caruso
17 Agosto 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Una ragazzina di 12 anni sarebbe stata perseguitata, minacciata e aggredita per mesi da alcune compagne di classe, dentro e fuori la scuola. La vicenda, avvenuta a Gallipoli, è ora al centro di un’inchiesta della Procura per i minorenni di Lecce.

Secondo le accuse, la studentessa sarebbe stata vittima di episodi di bullismo e violenza psicologica e fisica. Un episodio particolarmente grave sarebbe avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Gallipoli, dove la 12enne sarebbe stata picchiata. Successivamente avrebbe ricevuto minacce telefoniche da altre compagne, che le avrebbero prospettato nuove aggressioni al rientro a scuola.

La situazione sarebbe poi proseguita all’interno dell’istituto comprensivo Polo 2. Il 4 maggio, durante l’ora di educazione fisica, la ragazza sarebbe stata aggredita da una compagna con calci e pugni, anche dopo essere caduta a terra. L’episodio sarebbe avvenuto davanti ad altri studenti, uno dei quali avrebbe persino contato i colpi. La 12enne avrebbe riportato diverse contusioni, giudicate guaribili in circa una settimana.

Dopo l’ennesimo episodio, la madre ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. Nel fascicolo sono state ipotizzate, a vario titolo, accuse di stalking, lesioni e minacce aggravate. Gli investigatori starebbero inoltre verificando l’eventuale esistenza di video relativi alle presunte molestie e aggressioni.

Le compagne coinvolte, tutte coetanee della vittima, hanno respinto le accuse durante gli interrogatori, sostenendo di non aver compiuto alcuna aggressione e affermando che la ragazza si sarebbe sentita perseguitata.

La vittima, intanto, starebbe vivendo una situazione di forte disagio: da tempo soffrirebbe di attacchi d’ansia e di panico e, per paura di nuove aggressioni, avrebbe anche smesso per settimane di frequentare la scuola e di partecipare alle attività con i compagni.

Sul piano giudiziario pesa però l’età delle presunte responsabili: a 12 anni sono infatti non imputabili penalmente, essendo inferiore ai 14 anni la soglia della responsabilità penale. L’indagine della Procura minorile è quindi destinata, sul piano penale, all’archiviazione. Potrebbero tuttavia essere coinvolti i servizi sociali, con un percorso di monitoraggio e accompagnamento delle minori.

Al momento non risulta invece aperto un procedimento presso la Procura ordinaria nei confronti di eventuali adulti per presunte responsabilità o complicità nella vicenda.