A un mese dall’omicidio di Alessandro Signorile, il 39enne ucciso a Carbonara dalla guardia giurata Alessandro Barcellona, detenuto con l’accusa di aver sparato al rivale in amore, la moglie dell’indagato affida a un lungo post su Facebook il suo primo sfogo pubblico.
“Da quel maledetto giorno la mia vita è cambiata per sempre – scrive –. Tutti si sono sentiti autorizzati a parlare, a giudicare e a riversare su di me una cattiveria che non meritavo, senza fermarsi a riflettere su una verità semplice: quel colpo non l’ho sparato io”. La donna sostiene di essere stata trasformata nel “colpevole” della vicenda, pur non conoscendo nessuno “la sofferenza, il dolore e le battaglie silenziose” vissute all’interno della sua famiglia.
Nel messaggio rivendica inoltre la fine del suo matrimonio ben prima della tragedia: “La mia storia era finita da tempo e innamorarmi di un’altra persona non è un peccato. Amare non è un tradimento, non è una colpa e non dovrebbe mai diventare un motivo per essere condannati”.
Infine, dedica un pensiero alla vittima. “Se avessi potuto, quel colpo lo avrei preso io al posto suo. Lo dico con tutto il cuore, perché l’amore vero non conosce egoismo”.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Barcellona avrebbe ucciso Signorile il mese scorso al culmine di un litigio, sostenendo di aver agito per mettere fine alla relazione tra il 39enne e sua moglie.

