Sarebbe una lite per appena 30 euro, maturata nell’ambito di un accordo illecito sull’uso della carta di inclusione, il movente dell’omicidio di Michelangelo Scamarcia, 67enne di Carbonara, trovato morto in un deposito commerciale in piazza Umberto a Bari.
Per il delitto la Procura ha disposto il fermo di Lin Wei, 41 anni, cittadino cinese e titolare del negozio “Moda Casa”, accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.
Secondo gli inquirenti, tra i due vi sarebbe stato un accordo: la vittima avrebbe effettuato un pagamento da 600 euro tramite carta di inclusione, ricevendo in cambio contanti. Tuttavia, il commerciante avrebbe restituito solo 500 euro invece dei 530 pattuiti, trattenendo 30 euro in più. Da qui la lite, sfociata – stando alla confessione dell’indagato – in un’aggressione culminata con il soffocamento tramite un sacchetto di plastica.
Il delitto risalirebbe al 31 marzo. Il corpo è stato nascosto nel deposito del negozio, avvolto in buste di plastica. Le indagini dei carabinieri, avviate dopo la denuncia di scomparsa presentata il 2 aprile, si sono concentrate sull’area di piazza Umberto grazie al tracciamento del cellulare e all’utilizzo della carta della vittima proprio nell’esercizio commerciale.
Determinanti anche alcuni tentativi di prelievo falliti nei giorni successivi. Le versioni contraddittorie fornite dal commerciante hanno portato alla perquisizione: i militari, insospettiti da odori e liquidi sospetti, hanno trovato il cadavere in stato avanzato di decomposizione.
L’autopsia ha confermato una morte violenta avvenuta almeno 10-15 giorni prima del ritrovamento. La Procura ha disposto il fermo anche per il rischio di fuga: l’uomo, senza legami stabili in Italia, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare il Paese e tornare in Cina.

