Si concentrano sulla sfera privata le indagini sull’omicidio di Dino Carta, 42enne personal trainer ucciso lunedì sera a Foggia con quattro colpi di pistola mentre portava a spasso il cane nei pressi della sua abitazione, in via Caracciolo, vicino allo stadio. Gli investigatori escludono al momento il coinvolgimento della criminalità organizzata: la vittima era incensurata e le modalità del delitto non sembrano riconducibili a un’esecuzione mafiosa.
Secondo una prima ricostruzione, l’assassino avrebbe agito da solo, raggiungendo il luogo in bicicletta e sparando alle spalle prima di fuggire, perdendo anche il caricatore dell’arma. Un’azione che farebbe pensare a un killer non professionista. Sempre meno probabile anche l’ipotesi dello scambio di persona: Carta sarebbe stato atteso proprio nell’orario consueto della passeggiata serale, segno che il bersaglio fosse lui.
I carabinieri hanno ascoltato per ore familiari e amici e stanno analizzando il contenuto del suo smartphone alla ricerca di elementi utili, come messaggi o contatti recenti. Gli accertamenti riguardano ogni aspetto della vita privata, dal matrimonio con la moglie Sara Traisci, da cui aveva avuto una figlia dieci mesi fa, al precedente rapporto, da cui era nata un’altra figlia oggi dodicenne.
Dalle prime testimonianze emerge il profilo di una persona benvoluta e senza apparenti contrasti: buoni i rapporti con l’ex moglie, positive le relazioni professionali e personali. Carta era attivo anche nel volontariato parrocchiale, dove prestava servizio come ministrante. Numerosi i messaggi di cordoglio dalla comunità cittadina e dalle istituzioni, che parlano di una tragedia che colpisce profondamente l’intera città.

