Sarebbero stati almeno una trentina i colpi inferti di cacciavite al corpo di Eros Rossi. È quanto emerge dalle prime risultanze dell’autopsia sull’omicidio avvenuto all’alba del 18 aprile in una villetta di Torre Canne.
Il killer è Teodoro Cavaliere. Subito dopo il delitto, l’uomo – in stato di shock, come riportato nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere – si sarebbe messo alla guida dell’auto dell’amico d’infanzia, vagando per le strade di Torre Canne.
Durante il tragitto avrebbe fermato uno sconosciuto per chiedere indicazioni su dove si trovasse la caserma dei carabinieri, confessando: “Ho ucciso un uomo”. Tra le 6.50 e le 7 del mattino, Cavaliere avrebbe inoltre inviato al padre e all’ex compagna alcune fotografie del corpo senza vita di Rossi, accompagnandole con messaggi di commiato.
Ancora all’interno della villetta, avrebbe poi fatto una doccia vestito, presumibilmente nel tentativo di ripulire gli abiti intrisi di sangue. Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione le fasi dell’accaduto e il movente dell’omicidio.

