“Sono andato in discoteca per divertirmi ma ero armato perché ora non si sta più tranquilli”. Con queste parole Michele Lavopa ha spiegato agli inquirenti perché, la sera del 22 settembre 2024, entrò armato nella discoteca Bahia di Molfetta. Quella notte il suo obiettivo sarebbe stato Eugenio Palermiti jr, nipote dell’omonimo boss del quartiere Japigia, ma i colpi esplosi raggiunsero e uccisero per errore la 19enne Antonella Lopez.
Nelle motivazioni della sentenza con cui il gup Susanna De Felice ha condannato Lavopa a 18 anni e 8 mesi di reclusione, vengono ricostruiti i precedenti che avrebbero alimentato il rancore dell’imputato. Durante l’interrogatorio, Lavopa ha raccontato di essere stato aggredito tempo prima a Bari Vecchia da un gruppo di ragazzi per “una questione di ragazze” e di aver riconosciuto tra loro anche Eugenio Palermiti jr. “Da quel momento in me qualcosa è cambiato”, ha dichiarato.
Palermiti jr, condannato a 4 anni e 6 mesi per essere entrato nel locale con due pistole, viene descritto dai collaboratori di giustizia come un giovane intenzionato a rafforzare la propria immagine criminale. Il pentito Gianfranco Catalano ha riferito al pm Fabio Buquicchio che il giovane girava armato “non per soldi”, ma “per farsi vedere”, sottolineando il peso del cognome Palermiti negli ambienti della criminalità barese.
Alle sue parole si aggiungono quelle di un altro collaboratore, Massimo Soloperto, che ha descritto una pratica ormai consolidata nelle discoteche: “Vanno a ballare armati da oltre dieci anni. C’è sempre rivalità tra clan e molti portano una pistola per sentirsi al sicuro”.
Nelle motivazioni della sentenza il giudice evidenzia anche il clima di omertà che avrebbe caratterizzato la serata del delitto. Nonostante nel locale fossero presenti oltre mille persone, nessuno avrebbe collaborato concretamente alle indagini. Un silenzio che, secondo il tribunale, rende “assurdo pensare che non ci sia stata neanche una persona che abbia assistito all’omicidio”. Secondo quanto riportato nella sentenza, Palermiti jr sarebbe entrato nel locale “atteggiandosi a giovane boss”. “Una scena di duellanti da far west”, scrive la gup del Tribunale di Bari, Susanna De Felice.

