Dopo giorni di attesa è stato rilasciato il documento necessario per il rimpatrio della salma di Bakari Sako, il 35enne bracciante ucciso a Taranto all’alba del 9 maggio. Nella giornata di ieri è arrivato il via libera dell’ambasciata a Roma al cosiddetto “passaporto funebre”, consentendo così il trasferimento del corpo in Mali.
Il viaggio inizierà domani pomeriggio con tappa a Roma, poi il volo verso Tunisi e infine Bamako, prima dell’arrivo previsto il 3 giugno a Kayes, paese d’origine della vittima.
Intanto proseguono le indagini sull’omicidio: restano indagati quattro minorenni e due maggiorenni, mentre il 29 maggio il Riesame rivaluterà la posizione dei minori coinvolti.
Gli indagati hanno sostenuto di non aver compreso subito la gravità della situazione e di aver tentato di soccorrere Sako. Un nuovo video acquisito dagli investigatori mostrerebbe anche il passaggio di un’ambulanza nella zona. Resta aperto il nodo principale dell’inchiesta: stabilire se il 35enne avrebbe potuto essere salvato, elemento su cui sarà decisiva la relazione del medico legale.

