Il prossimo 8 settembre si aprirà davanti alla Corte d’Assise di Bari il processo per l’omicidio di Lello Capriati, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Bari Vecchia e ucciso a Torre a Mare il 1° aprile 2024. Imputati Nunzio Losacco e Luca Marinelli, accusati di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, Marinelli avrebbe esploso quattro colpi di pistola contro Capriati mentre viaggiava a bordo di una Honda Hornet guidata da Losacco. L’agguato si inserirebbe nella storica faida tra i clan Capriati e Strisciuglio per il controllo delle attività illecite.
Sono undici gli imputati complessivi nel procedimento. Tra questi figurano anche Sabino e Cristian Capriati, figli della vittima, accusati di tentato omicidio per il ferimento di due uomini di Carbonara, ritenuti vicini all’area criminale di Filippo Scavo, ucciso nell’aprile scorso al Divine Club di Bisceglie.
Nell’inchiesta sull’omicidio di Scavo, che vede quattro indagati tra cui Dylan Capriati, la Procura ha ottenuto l’acquisizione della testimonianza di una persona che avrebbe riconosciuto tre dei quattro presunti responsabili. Per gli investigatori, l’uccisione di Scavo potrebbe rappresentare la vendetta del clan Capriati per l’assassinio di Lello.

