Saranno cristallizzate con incidente probatorio le dichiarazioni del 26enne testimone oculare dell’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne ritenuto vicino al clan Strisciuglio, assassinato a colpi di arma da fuoco il 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie.
Il giovane, oggi testimone di giustizia e sottoposto a protezione dopo aver dichiarato di temere per la propria incolumità, avrebbe riconosciuto nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza i due presunti esecutori materiali del delitto, successivamente identificati dagli investigatori nei 22enni Dylan Capriati e Aldo Lagioia. Dylan Capriati è figlio di Domenico Capriati, esponente dell’omonimo clan di Bari Vecchia ucciso nel 2018, e nipote di Lello Capriati, assassinato nell’aprile 2024.
Secondo la Direzione distrettuale antimafia, l’omicidio di Scavo sarebbe una vendetta del clan Capriati nei confronti degli Strisciuglio, maturata dopo l’uccisione di Lello Capriati. Nell’inchiesta risultano indagati anche i presunti complici Nicola Morelli e Francesco Di Vittorio, entrambi di 21 anni.
L’incidente probatorio è stato fissato per il 10 settembre davanti al gip del Tribunale di Bari Giuseppe Ronzino. Oltre all’audizione del testimone, saranno esaminati anche i filmati delle telecamere che hanno ripreso le fasi immediatamente precedenti e successive all’omicidio.

