Il capitolo sull’orecchietta-gate di Barivecchia si arricchisce di un altro importante capitolo. Ieri, unica giornata di pioggia in questo periodo incandescente, l’onorevole Marcello Gemmato ha accompagnato il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, all’Arco Basso. Una visita a “sorpresa” alla regina indiscussa delle orecchiette baresi, Nunzia Caputo, benedetta anche dal Governo oltre che da tutto il centrosinistra finora, per la sua straordinaria attività di divulgazione della tradizione. Peccato che non siano state per niente citate le altre signore della strada e neppure le tante altre donne di Bari dedite alla produzione della tipologia di pasta ormai più conosciuta al mondo.
Il Ministro ha consegnato alla collega del Dicastero delle Orecchiette e Affini, il riconoscimento del cibo italiano Patrimonio Mondiale dell’Umanità . Ciò che sfugge sempre – peccato sia successo anche in questa occasione a sorpresa – è la complicità politica e istituzionale che ha portato a una confusione generale, facendo credere ai meno esperti del settore, che Nunzia sia portavoce di qualcosa che non esiste e che invece bisognerebbe istituire senza indugio, per la maggiore chiarezza di tutti.
Nunzia, lo dice sui social, è arrivata così in alto da non crederci. Un successo, anche economico, ottenuto sulle spalle dei contribuenti e senza un reale investimento personale, essendo stata accompagnata mano a mano, dall’abusivismo totale a questa iniziale “regolarizzazione” dalle stesse istituzioni che non hanno mai fatto controlli in quel pezzo di città perché: “Sempre meglio questo che gli scippi e le sparatorie del passato. Ve lo ricordate cos’era il centro storico negli anni ’90?” A leggere i commenti e i messaggi ricevuti da molti lettori si è trattato di una scivolata, evidentemente causata dalla pioggia caduta a sorpresa, così come a sorpresa il ministro Lollobrigida ha deciso di andare da Nunzia.

