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Padova-Bari, Longo cerca la svolta: “Non molliamo ma dobbiamo essere squadra”

19 Febbraio 2026
– Autore: Claudia Santoro
19 Febbraio 2026
– Autore: Claudia Santoro

Servirebbe una scintilla. E’ questo ciò che si ripete a Bari da quando le sorti della squadra pugliese peggiorano di partita in partita. E’ vero si che Moreno Longo dopo la sconfitta rimediata contro il Sudtirol (1-2) si sia scusato con la tifoseria ma ciò non cambia o motiva il cammino disastroso dei biancorossi. Il Bari rischia di prendere sempre più le sembianze di un agglomerato di giocatori che nulla hanno a che fare con l’idea di squadra tanto ricercata. Mancano coesione, spirito d’iniziativa, offensività e soprattutto fame. Quest’ultima dovrebbe essere l’aspetto principale di chi ha come obiettivo la salvezza ed il conseguente mantenimento della categoria, eppure..

Ancora una volta ad esprimersi non sarà il Presidente Luigi De Laurentiis ma il tecnico piemontese che dopo il confronto avvenuto la scorsa domenica con i capi Ultras della curva Nord si è recato nella sala stampa “Gianluca Guido” per presentare la prossima sfida dei biancorossi. Il Bari giocherà sabato 21 febbraio alle ore 15:00 presso lo Stadio Euganeo di Padova. La squadra allenata da mister Andreoletti occupa attualmente il tredicesimo posto nella classifica di Serie B a quota ventinove punti. Obiettivo dei veneti il raggiungimento dell’effettiva salvezza.

“Io spero che la squadra abbia sofferto per questa sconfitta   – ha esordito Moreno Longo – solo patendo le cose riesci ad avere una reazione come mi aspetto che ci sia”. Tutti recuperati tranne Verreth e Dickmann: Speravamo di avere Verreth ma non è così. È in netto miglioramento. Sono tutti recuperati tranne lui e Dickmann”

Soluzioni rapide e semplici è questo ciò di cui il Bari attualmente necessita: “Per quanto mi riguarda il primo tassello é che noi per primi non possiamo mollare di un centimetro anche quando si vede tutto nero. Il pensiero è che siamo già retrocessi ma noi dobbiamo persistere e perseverare. C’è una salvezza a 4 punti ed un playout a 2. Dobbiamo trovare le forze per rimanere dentro. Io per primo sto cercando di farla diventare una squadra perché squadra non lo è. Gli equilibri di spogliatoio sono più importanti di quelli del campo. Siamo un gruppo di giocatori che non hanno un’identità unita e precisa dove tutti la vedono in egual maniera. Si vede alcune volte che si è disgregati. Dopo il gol subito contro il Sudtirol ne avremmo potuto prendere subito altri. Io sto lavorando sul gruppo anche se tempo non c’è n’è”.

Andar via o lottare: “Prendersi le responsabilità ho sempre pensato fosse la strada più giusta. Fare un passo indietro ora vorrebbe dire lavarsene le mani ed io non desidero questo. Per il mio modo di essere mi sento tutto addosso come se fossi qui da luglio”.

I biancorossi e la sfida contro i veneti: ”La sfida contro il Padova la stiamo preparando focalizzandoci su ogni aspetto. Ho chiesto alla squadra di dover mettere un pezzettino loro ma non perché io non voglio metterci tutto ma perché ci sono loro in campo. Vorrebbe dire inserire le letture singole che solo loro possono vedere. Noi non abbiamo bisogno del compitino ma di prenderci la responsabilità. Ecco perché dico che i ragazzi devono dare qualcosa”.

Ampie polemiche sulla fascia da capitano indossata da Dorval nella partita contro il Sudtirol: “Dorval capitano è una scelta dettata dalla sua militanza nella squadra. Io ho bisogno di venticinque capitani ognuno con le proprie caratteristiche. Per me non conta chi porta la fascia al braccio ma chi si assume responsabilità e dà il massimo”.

Il tema dell’essere squadra penalizza le prestazioni e la lucidità dei giocatori secondo quanto asserito da Longo: ”Quando non hai identità precisa non appoggi nessun idea tecnico-tattica che possa attecchire. Nella partita contro il Sudtirol metto dentro Moncini e Rao per fare una partita diversa e aggressiva. Dopo due minuti prendi gol da una rimessa laterale. Quel gol pesa come un macigno ora. Noi dobbiamo lavorare su questo. Non sul più offensivo o meno offensivo ma sulla solidità mentale diversa”.

Massima schiettezza da parte di Longo su una situazione che ha reso la piazza satura. Tante le dichiarazioni rilasciate nel corso dei mesi e poca concretezza: “Fosse per me io non farei più nemmeno le conferenze perché io non devo vendere fumo. Mi sembra di ripetere sempre le stesse cose ed io non sono una persona così. Questa è una prassi e la rispetto peró. Cercheremo di inserire chi è realmente pronto”.

Nella partita contro il Sudtirol il protagonista di uno spiacevole episodio è stato Manè. Il difensore biancorosso è stato artefice di una pesante autorete: “Nessuna croce addosso a Manè. È il rischio del nostro mestiere, può capitare. Spero per lui che tutto questo possa farlo crescere. Artioli é entrato bene perché è un ragazzo che vuole la palla e la sa giocare. Ha delle conoscenze per quanto riguarda il gioco ma c’è solo da capire la condizione qual è. Quando scegliamo undici giocatori dobbiamo sapere di non avere dopo poco il problema della sostituzione”.

Piano salvezza: ”Oggi dobbiamo pensare a trovare le forze e le soluzioni per fare punti. Una volta diventati quelli si può pensare ai calcoli altrimenti è inutile se tu vedi gli altri ma non vinci tu”.

Un Bari ancora disgregato e con tanti equilibri da dover far quadrare: “Trovo la mia affermazione sull’essere gruppo la trovo logica. Sei il terzo allenatore della stagione con undici giocatori nuovi. Era molto più probabile non esserlo che esserlo per forza di cose come cambiamenti e situazioni avvenute. Sono settimane con turni infrasettimanali dove non ti sei mai allenato. Parliamo di circa dieci allenamenti in tutto, ossia nulla. La vera difficoltà è questa. Io sapevo che la difficoltà grossa era questa. O ti si incastra tutto e sei velocissimo o ci sta che tu faccia fatica”.

Circa l’avversario di sabato: “Il Padova è squadra. Non solo curriculum e giocatori singoli. Sappiamo che tipo di partita andiamo a fare e sappiamo che vorranno vincerla

Foto: SSC Bari