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“Perché la cultura deve essere gratis?”, bufera sul prof pugliese vip dei social: “Ci manca l’OnlyFans dello studio”

16 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
16 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Vincenzo Schettini, professore di fisica diventato virale sui social e nel web, è finito al centro delle polemiche dopo alcune dichiarazioni rilasciate durante il suo intervento nel podcast The Bsmt condotto da Gianluca Gazzoli.

“L’insegnamento cambierà molto. La scuola si fruirà anche online, fuori dalle quattro mura, molti insegnanti andranno in part-time e proporranno contenuti online, anche a pagamento – le parole del professore de La Fisica Che Ci Piace -. Perché un buon prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura no? Dobbiamo uscire dal cliché che la cultura debba essere sempre gratuita. Se un metodo è buono, è giusto che diventi un prodotto accessibile”.

Schettini ha poi rivelato che, nel periodo delle sue prime live su YouTube, interrogava i suoi alunni il giorno successivo sul contenuto delle lezioni virtuali. C’è chi lo accusa di aver costretto gli studenti a seguire le sue dirette per portare visualizzazioni, chi lo definisce classista.

Qualcuno paragona la sua idea di trasformare l’istruzione in una sorta di Onlyfans. “La scuola è un diritto costituzionale, non un abbonamento premium”, afferma un utente.

“Il classismo malcelato che trasuda questa intervista, altro che umanità! L’istruzione è un diritto, non è un prodotto di un influencer e non è un contenuto fruibile a pagamento, è gravissimo il messaggio che è stato dato ed è altrettanto grave che in pochi nei commenti abbiano notato questo passaggio – attacca un altro utente -. Se sei così tanto sicuro del tuo prodotto non metterti in part-time: lascia il posto fisso, lascia la scuola pubblica, e fai ciò che ritieni opportuno”.

“Questo è dove stiamo andando a parare e questa cosa dovrebbe onestamente terrorizzare tutti. Ha affascinato tutti, ma col sorriso, le battutine e gli esperimenti caccia fuori delle atrocità assurde e da brividi, specchio della nostra società capitalista: la cultura non è un prodotto, la cultura è di tutti, non può e non deve essere a pagamento. Il fatto che ce ne siamo accorti in pochi rende il tutto più triste”, le parole di un altro.

“La scuola è gratuita e aperta a tutti ma questo non significa che andare a scuola sia gratis – ha replicato Schettini -. Quello che intendevo nel video che ha estrapolato solo in parte dal podcast é la possibilità da parte dei bravi docenti, quelli che credono nel proprio percorso, di utilizzare le possibilità che la rete sta dando per magari creare contenuti online di supporto allo studio, anche in questo caso, sia gratuiti che a pagamento. La rete é piena di insegnanti che fanno questo in tutto il mondo”.