Skip to content

Policlinico Bari, violenze su operatori sanitari in calo dal 51 al 31%. Nel 92% dei casi sono aggressioni verbali

20 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso
20 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Negli ultimi due anni il numero degli operatori sanitari del Policlinico di Bari vittime di episodi di violenza si è ridotto dal 51,0% al 31,5%.

I dati sono stati presentati oggi a Bari nel corso dell’evento ‘Gestire la violenza per curare meglio: strategie di prevenzione, contenimento e risposta in favore di operatori sanitari e socio-sanitari nelle aree a rischio’.

L’indagine è stata condotta dall’unità operativa di Medicina del Lavoro diretta da Luigi Vimercati, nell’ambito del programma nazionale Italian Total Worker Health, finanziato dal Ministero della Salute attraverso il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr.

Lo studio ha previsto la somministrazione, su un campione di 200 operatori sanitari, di due questionari per una valutazione multidimensionale della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro. La violenza verbale si conferma la tipologia più frequente, rappresentando circa il 92% degli episodi, mentre le molestie sessuali registrano un lieve calo (dall’1,9% all’1,5%).

Nei pronto soccorso la prevalenza degli episodi di violenza si è ridotta dal 76,3% al 58,6%, anche grazie all’introduzione di interventi mirati come l’introduzione dell’infermiere di accoglienza e processo e la riorganizzazione dei percorsi.

“I dati confermano che le azioni messe in campo stanno producendo effetti concreti – ha dichiarato il direttore sanitario del Policlinico Danny Sivo – . Tra gli interventi più rilevanti va ricordato il protocollo attivato con la Prefettura, che consente un intervento più rapido delle forze dell’ordine nei casi di criticità, insieme all’attivazione di un canale strutturato di comunicazione con i familiari dei pazienti, con un numero di telefono dedicato e uno sportello attivo. Abbiamo inoltre investito – ha concluso – nel miglioramento dei percorsi di accoglienza e accesso, nella segnaletica interna, nella formazione degli operatori e in una gestione più attenta delle relazioni con l’utenza”.